Valloria

Posted: luglio 27, 2010 in Viaggi e Turismo

A Valloria le cose buone della vita sono molte: e non solo quelle da mangiare. Valloria, ovvero “Vallis Aurea”, cioè luogo ventilato o valle aurifera o dell’olio; in ogni caso, già dalle origini del nome questo borgo con meno di 50 residenti dimostra di avere qualcosa di prezioso.

Le porte dipinte
L’idea di mettere le vecchie porte del borgo a disposizione degli artisti nessuno ricorda bene chi l’abbia avuta: ma oggi Valloria è una incredibile pinacoteca a cielo aperto di grande fascino e interesse. E ogni anno, durante la prima delle feste che a luglio e agosto richiamano migliaia di buongustai con il motto “A Valloria fai baldoria!”, nuovi pittori dipingono altre vecchie porte rallegrando sempre più i carruggi del paese (l’happening di solito avviene nel primo fine settimana di luglio). Così Valloria è entrata a pieno merito nel circuito dei “Paesi Dipinti” di tutta Italia che aderiscono all’Associazione Assipad (Associazione Paesi Dipinti) di Varese.

A Valloria fai baldoria
La chiave dell’entusiasmo che suscita Valloria sta nell’ospitalità sincera, la cui dimostrazione più evidente sono le ormai mitiche feste estive del primo fine settimana di luglio e del primo settimana di agosto, ormai note con lo slogan “A Valloria fai baldoria”.
Due appuntamenti all’insegna della più gustosa gastronomia ligure e di una abbondanza nelle porzioni… che di ligure non ha proprio nulla! Poi si balla sotto gli ulivi, si fa amicizia e si decide di tornare: al più presto, o l’anno dopo.

Il Museo delle Cose Dimenticate
Non bastava far rinascere il borgo. Gli amici dell’Associazione si sono impegnati alla riscoperta della sua vita passata, raccogliendo affettuosamente casa per casa tutti i ricordi della vita e delle tradizioni contadine che caratterizzavano la zona.

L’ex Oratorio della Santa Croce del 1587 adesso ospita il piccolissimo “Museo delle Cose Dimenticate”, collezione permanente di curiosità e oggetti antichi ormai in disuso, in cui la memoria storica del borgo trova una testimonianza quasi commovente.
E’ l’ennesima sorpresa di un borgo uguale a nessun altro: per questo Valloria si porta nel cuore.

Triora

Posted: luglio 27, 2010 in Viaggi e Turismo

Storie e leggende della fine del XVI secolo che rivivono in un piccolo paese dell’entroterra ligure.
A circa trenta chilometri dalla modernissima Sanremo (uscita autostradale di Arma di Taggia),  un borgo arrampicato sulle Alpi marittime conserva ancora ai giorni nostri il “profumo del diavolo”.
Famosa per le sue streghe,  Triora è da sempre meta di curiosi,  attratti piu’ dalla leggenda che da cio’ che realmente si vede.

Ma da dove nasce questa particolarità di un borgo selvaggio ed impervio che,  senza streghe,  cadrebbe nell’anonimato?

Paesaggio

Paesaggio

Nasce nel 1587, come riporta fedelmente Sandro Oddo nel suo libretto “Bagiue, le streghe di Triora fantasia e realtà”, un volumetto acquistabile al museo etnografico e delle streghe nella via principale di Triora.
Nasce in un periodo buio della dominazione genovese, in un anno di raccolti scarsi e di fame e carestia.
L’esasperazione degli animi porto’ a ricercare un capro espiatorio e niente fu piu’ a portata di mano di un’invenzione: le streghe.
Donne fino ad allora esperte in erboristeria ed in intrugli e pappette curative, diventarono nella fantasia popolare vere streghe, emblemi del demonio, causa delle disgrazie dl paese.
Non era difficile in quei secoli, in tempo di inquisizione, fomentare la popolazione stremata verso un potenziale colpevole, e cosi’ fu.

Se un reo piu’ o meno confesso doveva esserci, per le disgrazie e la carestia di quell’anno, ecco pronto sul vassoio d’argento il colpevole, ovvero le colpevoli, le streghe.

Seguirono anni bui, con torture, processi, segregazioni, prigionie, come ampiamente documentato nel piccolo museo; anni di terrore, di pettegolezzi, dato che di prove alla fine non ne furono mai trovate, di donne che uccidevano e mangiavano bambini, di sabba, riti satanici, messe nere, baccanali.
Anni in cui le madri erano terrorizzate per i propri figli e per il proprio latte che poteva essere tramutato   in veleno da una strega cattiva.

Anni in cui delegati della repubblica di Genova e della chiesa si affannavano a ricercare colpevolezze con torure inaudite, piu’ per placare l’ira della popolazione che per la realtà dei fatti.

Anni in cui alla fine due donne morirono di tortura e di indigenza, l’una buttandosi dalla finestra della cella ed assurta a ruolo di strega vera e propria richiamata da Satana.

Il tutto duro’ due anni dal, 1587 al 1589, ma conserva il fascino del mistero ancora oggi, dopo 400 anni.

Per la verità, a parte il museo su tre piani di cui uno dedicato agli attrezzi agricoli ed alla vita in campagna fino all’inizio del secolo scorso, e due piani dedicati alle streghe, con tanto di libri, manifesti, lettere ufficiali del tempo, a Triora di streghe c’è ben poco.
Un monumento alla strega in metallo nella piazzetta, qualche luogo riportato come sede degli incontri col demonio (la Cabotina, ovvero un ammasso di pietre su un costone di roccia) e poco piu’.

Per un paio di giorni all’anno, ragazze in costume e maschere piu’ da befana che da strega si aggirano nel borgo, alla sera si organizzano “festini” e “balli” con streghe debuttanti per la gioia dei turisti.

Qualche negozietto per turisti vende liquore della strega, streghine portachiavi, oggettini con piccole befane, qualche maglietta, slip, completi intimo con streghe, scope e satanelli, orologi e altri oggetti con gatti (chiaramente animali vicini alle streghe) cosi’ come si trovano in tanti altri negozietti di ogni grande città.

Breil-sur-Roya

Posted: luglio 27, 2010 in Viaggi e Turismo

Quando non era ancora in funzione l’Autostrada Genova-Ventimiglia, la via più comoda per raggiungere la Costa Azzurra dal Nord del Piemonte e da parte della Lombardia era quella che, giunti a Cuneo, proseguiva per il Colle di Tenda, passando per Limone Piemonte, e poi scendeva verso Mentone e Nizza attraversando una serie di splendide località (Briga, Tenda, Fontan, Breil sur Roya, San Dalmazzo di Tenda, Sospel) e di luoghi particolarmente suggestivi (Col de Brouis, Valle della Roya, Parco Nazionale del Mercantour, Valle delle Meraviglie).

L’entrata in esercizio dell’autostrada Genova-Ventimiglia ed il successivo collegamento con l’autostrada Cote d’Azur-Esterel ha reso più comodo e veloce il viaggio (anche se il chilometraggio si è allungato) riducendo di molto il traffico sulla statale del Colle di Tenda, rendendone ancora più agevole il transito e più piacevole apprezzare l’ambiente naturale che si attraversa.

Breil Sur Roya è una delle più pittoresche località che si incontrano subito dopo aver attraversato la galleria del Col di Tenda, alle porte del Parco Nazionale del Mercantour della Valle delle Meraviglie. Una località particolarmente fortunata che, pur essendo ad una quarantina di chilometri dalla costa ed in zona collinosa (a metà strada fra la costa e le cime del Mercantour), gode di un clima particolarmente mite in tutte le stagioni grazie ai venti del mare, tanto da essere immersa fra piantagioni di mimosa e boschi di ulivi e di essere chiamato il Paese degli Uliveti, con l’olio d’oliva, le olive in salamoia ed il patè d’oliva fra i principali prodotti agricoli tipici della località.

Una visita nel centro di Breil Sur Roya riserva delle splendide sorprese. Viette ombreggiate, abitazioni porticate e facciate a vivaci colori e decorate coi caratteristici trompe-l’oeil provenzali, fanno da cornice alle testimonianze storiche di questo villaggio: la torre Cruella (simbolo di Breil),il ponte medievale sul Roya, i bastioni, le torrette di guardia, il vecchio forno per cuocere il pane in comune. Ed in tutto questo spiccano dei veri gioielli d’arte come la Chiesa Parrocchiale di Santa Maria in Albis (del XVII secolo), la Cappella di Santa Caterina, la Chiesa della Madonna del Monte degli ulivi, la torre campanaria di San Giovanni e la Cappella della Misericordia.

Breil-sur-Roya

Breil-sur-Roya

Il fiume Roya attraversa la cittadina rendendo ancora più piacevole l’insieme, con le vie alberate con platani secolari e con i tradizionali bistro con i tavolini all’aperto sul lungo fiume. Una località turistica di soggiorno estivo, molto frequentata dagli amanti della natura che possono usufruire delle escursioni organizzate nel Parco Nazionale del Mercantour e nella splendida Valle delle Meraviglie in cui si trovano più di trentamila incisioni rupestri risalenti all’età del rame e del bronzo.

La Brigue

Posted: luglio 27, 2010 in Viaggi e Turismo

Percorrendo la strada che dal Col di Tenda scende verso la Costa Azzurra, pochi chilometri dopo la galleria di Tenda, s’incrocia il paese di San Dalmazzo di Tenda dal quale, con una brevissima deviazione di meno di cinque chilometri, si giunge a La Brigue o semplicemente Briga (come era il suo nome in origine quando era una località italiana) situata a circa 800 meri d’altezza, nella parte alta della Valle della Roya.

Briga è un villaggio d’architettura ed assetto urbanistico tipicamente medievale, uno dei tanti villaggi posti lungo quella che era chiamata la “Strada Reale” (che collegava Nizza con Torino) e che hanno avuto il loro massimo splendore proprio in quel periodo. Una strada a pedaggio, che era riscosso a Sospel in occasione dell’attraversamento del ponte sul torrente Bevera. Proprio al centro del ponte, ove ora si trovano gli uffici dell’Azienda Turistica, gli esattori riscuotevano il pedaggio.

La favorevole posizione geografica, al di fuori delle grandi vie di comunicazione, ha consentito a Briga di mantenere intatto il suo patrimonio artistico e le testimonianze storiche del periodo medievale ed oggi, pur essendo una località di poco più di seicento abitanti, è classificata Monumento storico. In effetti, Briga è un gioiellino medievale, reso ancora più incantevole dall’ambiente naturale in cui è inserita, ai piedi e circondata dalle montagne del Massiccio del Marguareis.

Una località tutta da scoprire e da ammirare passeggiando nei vicoletti lastricati in sasso, fra edifici ben conservati ed in gran parte porticati, tinteggiati con colori tenui ed ornati dai classici trompe l’oeil (pare che ve ne siano oltre centocinquanta), quasi tutti costruiti o abbelliti con la pietra verde della Roya. Archi e architravi (molti dei quali scolpiti), passaggi coperti, davanzali in sasso, balconi e inferriate alle finestre in ferro battuto che sono vere e proprie opere d’arte. E per finire, la bellissima piazza principale con una fontana in sasso del 1800 con teste di leone.

Ed in un contesto cosi piacevole si scoprono le bellezze di Briga. Innanzitutto la Collegiale di San Martino, un imponente chiesa costruita nel XV° secolo in uno stile romanico lombardo con un campanile gotico e con pregevoli decorazioni interne e quadri di un certo pregio, nella quale si svolgono degli importanti concerti d’organo.

Molto bella la Cappella della Madonna delle Fontane (4 chilometri fuori del paese), considerata una delle più belle della Provenza, con l’interno decorato da affreschi di ragguardevole pregio dipinti nel 1400 e circondata da sette sorgenti le cui acque sono considerate miracolose e quindi meta di pellegrinaggi.

Altrettanto interessanti sono la Cappella dell’Annunciazione (costruita in stile e con decorazioni barocche, a fianco della Collegiale di San Martino, e presso la quale è allestito il Museo d’Arte Religiosa), la Cappella dell’Assunzione (sulla piazza principale e con una bella facciata barocca) e la Cappella di San Michele (del XVII secolo, con una caratteristica forma ottagonale). Da ultimo un salto nella parte più alta del paese ove si trovano i resti del castello dei conti Lascaris, con un bel panorama su tutta la vallata.

Molto curiosa è la visita alla Casa del Patrimonio Bregasco in cui è allestito una specie di museo etnografico con tanti reperti ed informazioni sulla vita nei tempi passati, presso la quale è stato ricostruito anche un vecchio forno per il pane ed una forgia usata dagli artigiani locali per la lavorazione del ferro battuto.

Il passato medievale di Briga è ricordato con una spettacolare manifestazione “Briga ai tempi dei Lascaris” che si svolge il terzo fine settimana di Luglio. Una festa medievale molto pittoresca che prevede tutta una serie di manifestazioni, con la presenza di artigiani che eseguono lavori d’altri tempi, Messa medievale nella Collegiata di San Martino, ballo medievale in costume, sfilate con sbandieratori (partecipano gli sbandieratori del Palio di Asti), per terminare con il banchetto medievale.

Da Briga è possibile visitare la Valle delle Meraviglie, un luogo veramente meraviglioso sia per la bellezza della natura sia per la curiosità di vedere alcune delle oltre trentamila incisioni rupestri risalenti all’età del rame e del bronzo.

Per darvi un’idea di come in Francia questa piccola località sia conosciuta ed apprezzata, è sufficiente ricordare che dal mese di giugno a settembre, si può giungere a Briga anche con il Treno delle Meraviglie che parte da Nizza in mattinata ed arriva a Briga verso le 11.00 per poi ripartire verso Nizza alle 17.30. Un treno turistico che partendo dalla costa e seguendo un percorso tortuoso ma con splendidi panorami, arriva a Briga dopo aver attraversato la valle del Papillon, quella della Bévéra e quella della Roya.

Cuneo-Nizza

Per raggiungere Briga dall’Italia, si può percorrere l’Autostrada dei Fiori fino a Ventimiglia e da lì si prende la direzione per Breil sur Roya fino a San Dalmazzo di Tenda e poi la deviazione per Briga. Oppure provenendo da Cuneo si raggiunge il Col di Tenda e si scende verso San Dalmazzo e da lì si prende la deviazione per Briga. Molto bello sarebbe raggiungere Briga in treno, con la panoramicissima linea ferroviaria Cuneo-Ventimiglia-Nizza.